

rotariana: «Fondamentalmente il Rotary è una filosofia di vita
che si propone di conciliare l’eterno conflitto tra il desiderio
di guadagnare e di ottenere profitti personali e il dovere di
servire gli altri, con la conseguente spinta a farlo. Questa
filosofia è la filosofia del servire - Servire al di sopra di ogni
interesse personale (
Service above self
) - ed è basata sul
pratico principio etico, Chi serve meglio profitta di più (
He
profits most who serves best
)». Questo tentativo di conciliare
«l’eterno conflitto» tra profitto personale e servizio aveva però
suscitato anche prese di posizione critiche, che avevano tro-
vato espressione nella stampa rotariana e altrove.
Nel novembre del 1929 la rivista “The Rotarian” aveva pub-
blicato un articolo di un certo Charles W. Hill, Ph. D. che si
concludeva con questa inequivoca e provocatoria sentenza:
«Il rotariano che offre il suo servizio negli affari o nella pro-
fessione è probabile che cessi di essere rotariano per la sua
incapacità di pagare le quote sociali». Un altro articolo di un
lettore rotariano aveva espresso concetti analoghi nel numero
del mese successivo della rivista: «Ideali troppo alti frequen-
temente si distruggono da soli per non essere praticabili».
Paul Harris, che evidentemente conosceva bene queste pole-
miche e soprattutto le accuse di ipocrisia di cui il Rotary era
fatto oggetto su questo punto in ambienti estranei all’associa-
zione, non poteva sottrarsi all’urgenza di affrontare il proble-
ma in prima persona, sviluppando la sua interpretazione del
concetto di servizio espresso nel motto di Sheldon (
he profits
most who serves best
) in alcune pagine che rivelano come il
problema, fondamentale, fosse anche per lui tutt’altro che
risolvibile in termini semplicistici. Il motto di Sheldon, af-
ferma, «è stato oggetto di molte critiche in quanto sembrava
troppo materialista e anche fonte di perplessità circa quel
che Sheldon avesse in mente: un guadagno pecuniario o
spirituale?» (p. 128). La conclusione della sua interpretazio-
ne è che «Sheldon fosse soprattutto interessato a quel che
potrebbe definirsi una ricompensa spirituale, ma il suo scopo
era di recare il maggior bene possibile al maggior numero di
persone possibile. Era consapevole del fatto che moltissimi
erano attratti dai guadagni monetari e perciò la schiera di co-
loro che a questo miravano era la schiera che egli desiderava
raggiungere. Non tentò di eliminare l’elemento del profitto
ma cercò piuttosto quel che secondo la sua opinione era più
pratico, vale a dire, sublimarlo e regolamentarlo, così che si
risolvesse in un vantaggio per la società in generale, e anche
per se stessi, in quanto si rendeva un servizio» (p. 128). A
noi questa può apparire un’interpretazione alquanto forzata.
Se un
successful salesman
, quale era Sheldon, parla di pro-
fitto, la prima cosa che viene in mente è che si riferisse a un
profitto materiale. E penso proprio che sia così, soprattutto
perché questo slogan veniva lanciato in una società nella
quale il profitto materiale era tutt’altro che demonizzato. Del
resto, anche dopo l’approvazione della risoluzione 23-34, il
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ROTARY
luglio/agosto 2016
FOCUS
Desiderio di guadagnare
o dovere di servire gli altri?
Guadagno pecuniario o spirituale?
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This Rotarian Age
.