

SPECIALE
CONGRESSI ITALIA
55 congressi italia
Sin dal principio si avvertiva, in sala, l’attesa per i temi d’at-
tualità previsti dal programma. Così, dopo il primo assaggio
di Spezie, in rappresentanza del Presidente Internazionale,
la palla è passata a Stefano Zedda per il coordinamento delle
sessioni e degli interventi.
Alessia Lirosi, rotaractiana e ora fresca rotariana, ha affronta-
to il tema legato alla missione e al ruolo del Rotary dal punto
di vista storico, partendo da un assioma: la conoscenza del
passato è fondamentale per guardare al futuro. Servono le as-
sociazioni? Perché il Rotary è nato in America e non in Italia?
Sono validi, ancora oggi, i suoi principi?
Giorgio Fiorentini, professore presso la Bocconi e Direttore
del Master in Management delle Imprese Sociali, ha esami-
nato il panorama associativo e il ruolo del Rotary dal punto di
vista scientifico, rilevando la necessità di costruire un legame
con la comunità e di rapportarsi alla domanda sociale.
Il pomeriggio, entrato sulle note di Giuseppe Maggiolo No-
vella, ha riservato novità ben assestate. Zedda, introducendo
i lavori, ha sollecitato il pensiero sul “cambio di squadra”,
sulla rotazione continua degli incarichi vista come occasione
di esperienze trasmesse e di nuovo entusiasmo in pista.
Fabio Filocamo, editorialista e imprenditore nell’innovazione,
leader del club per gli italiani laureatisi in Harvard, ha attac-
cato dichiarando: «Leader è chi il leader lo fa», mostrando
come la leadership si costruisca su delle azioni. Ernestina
Giudici, già Preside della facoltà di Economia all’Università
di Cagliari, ha definito i soggetti umani come una risorsa
essenziale per mantenere l’armonia e migliorare l’efficacia
dell’azione.
La giornata del sabato è iniziata con la domanda di Zedda:
«Come siamo percepiti?». Gianluca Testa, giornalista ed
esperto di comunicazione, ha subito colpito: «Ciò che si nota
è che si pensa a una lobby, ovviamente “buona”» per conti-
nuare, poi, sulla scia tracciata. Francesco Birocchi, giornali-
sta e rotariano, ha visto il tutto dall’interno. Ha ricordato l’at-
tualità di un’inchiesta ordinata da Paul Harris, «la migliore
occasione, questa era la sentenza, risiede nello sfruttamento
della diffusione mondiale». Cora Boccia, già inviata de “La
vita in diretta”, del TGR Sardegna, prende spunto da Birocchi
e conferma: «Il Rotary lascia il segno ma non trova risposta
nell’immaginario collettivo».
Vincenzo Bianchini ha trattato due argomenti connessi tra lo-
ro: la qualità e il bilancio sociale. Ha esposto le motivazioni,
richiamando il “conosci te stesso” dell’oracolo di Delfo, in un
decalogo semplice ma esaustivo. Michele Caria ha parlato: di
fiscalità e di norme collegate; di responsabilità (risponde chi
agisce e perciò il presidente, il tesoriere ma anche il socio
“che fa qualcosa”); di raccolta fondi e quote associative;
della documentazione da conservare.
Pieluigi Marconi, con la consueta verve, ha richiamato la
libertà e l’amicizia, la professionalità nell’agire; ha proposto
l’organizzazione che “crea l’eccellenza”, prima di affrontare
il tema dei patrocini e delle sponsorizzazioni. Ha proposto un
modulo di certificazione, criteri di conformità e meritocratici
per ogni progetto. Daniela Tranquilli, ha battuto il pugno
sull’effettivo, «tanti entrano e tanti escono», esponendo i
vantaggi di un questionario per la conoscenza della realtà e
le criticità riscontrate nell’ambiente (scarsa circolazione di
notizie, poca solidarietà nel club, per citarne soltanto due).
Ha così svelato il mezzo blindato messo in opera per vincere:
il BIR, il Benessere Interno Rotariano.
D. 2080
IL ROTARY NELLE NOSTRE COMUNITÀ
Passaggio del collare da Giuseppe Perrone a Claudio De Felice.