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IL PENSIERO AUTENTICO

avanzata al club di Chicago di apportare una variazione allo

Statuto, al fine di consentire la discussione di questioni con-

troverse: «a giudizio della commissione il Rotary Club di Chi-

cago, composto da circa settecento influenti uomini d’affari

rappresentanti di diverse attività commerciali e professionali,

costituisce una platea ideale per la discussione di rilevanti

temi e l’ambiente adatto dal quale attingere valorosi dirigenti

cittadini» (p. 203). In effetti, questa salutare raccomanda-

zione della commissione venne accolta, lo Statuto venne

modificato, e Paul Harris, un anno dopo, poté constatare che

«la discussione di tali questioni sta già dando i suoi frutti»

(p. 203). Egli concorda anche con un’altra raccomandazione

avanzata dalla commissione: «il Rotary dovrebbe sforzarsi,

attraverso diversi tipi di programmi e di attività di gruppo, di

promuovere un genere di amicizia meglio indirizzata a rea-

lizzare programmi concreti e socialmente utili» (p. 207). La

moderazione e la saggezza di Paul Harris emergono con tutta

evidenza nell’affermazione che chiude la sua analisi delle

critiche rivolte al Rotary: «i più grandi leader del Rotary sono

stimolati dal senso di insoddisfazione. Il Rotary non è portato

a essere intollerante nei confronti della critica, purché questa

sia libera di pregiudizi» (p. 208). Il libro si conclude con un

messaggio ottimistico di speranza sul «domani» del Rotary: «i

rotariani riconoscono il valore dell’eredità tramandatagli dalle

generazioni che li hanno preceduti e non dimenticano i loro

doveri verso quelle future» (p. 209). Il «domani» si presenta

per Paul Harris ricco di speranze: «i successi fin qui raggiunti

alimentano per gli anni futuri grandi speranze. Se il Rotary

continuerà a registrare progressi materiali e spirituali nel

prossimo quarto di secolo, così come è avvenuto nella fase

iniziale, si può con buona certezza affermare che diventerà

lo strumento più importante dell’amicizia internazionale» (p.

215). Ma occorre evitare l’autocompiacimento, essere «pron-

ti ad affrontare le avversità e la prosperità, la guerra o la pace;

che mai i nostri pensieri si cristallizzino; che si possa sempre

continuare a crescere. Questo è un mondo che cambia e dob-

biamo esser pronti a cambiare con esso» (p. 222). Un siffatto

intersecarsi di ottimismo e di pragmatismo costituisce la cifra

del messaggio che Paul Harris volle lasciare alla generazione

dei giovani di allora, vale a dire i nostri padri o i nostri nonni.

Quanti di questi auspici sono diventati realtà? Non tutto è an-

dato per il meglio. Quello che però è sicuro è che i giovani di

allora hanno assistito, e in qualche caso vi hanno anche preso

parte in prima persona, a un’espansione del nostro movimen-

to che in termini proporzionali non si è mai più verificata con

tale ampiezza, in tutti i continenti.

Il RC di Chicago recepì la raccomandazione di modifica allo statuto, per consentire la discussione in assemblea di temi rilevanti e ambientali - Scatto dei primi anni '30.

71 Paul Harris

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